Ambiente

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Contesto territoriale e attivitá

La missione dell’UPD è quella di avviare una riconciliazione tra le esigenze di sviluppo del territorio,  e la corretta gestione dei suoi habitat e delle risorse naturali al fine di realizzare uno sviluppo sostenibile che faccia fronte alle minacce ambientali locali, come  lo sfruttamento indiscriminato delle risorse, o globali, come il cambiamento climatico.

È per questo che l’intervento in ambito ambientale dell’UPD si concentra nelle attività di recupero degli ecosistemi compromessi dalle attività antropiche, nella salvaguardia di territori ad elevato interesse per la biodiversità e nello sviluppo di strategie di adattamento e resilienza ai cambiamenti climatici.

Colombia e la Regione CaraibicaSierra Nevada di Santa MartaAttivitáArticoli

La Colombia e i Caraibi ospitano alcuni degli ecosistemi più incontaminati e diversi del mondo e le risorse naturali hanno un ruolo chiave nella crescita economica.

il posizionamento geografico nella zona torrida, fa si che i paesi dei Caraibi abbiano una grande diversità di ecosistemi terrestri, marini e marino-costieri. Questi ultimi includono alcuni dei sistemi più biodiversi del pianeta, come le foreste tropicali, le barriere coralline e le mangrovie, tra le altre.

Tutti questi ecosistemi hanno una elevata produttività biologica e sono di grande importanza per le economie locali, ma sono minacciate a causa degli impatti ambientali derivanti dalle decisioni e dalle politiche di sviluppo ed occupazione del territorio.

La regione dei Caraibi colombiana ha un’ampia gamma di risorse naturali che possono essere raggruppate in tre tipologie di ecosistemi: acquatico terrestre, marino e acquatico continentale. In questo ambito, il Sistema Regionale delle Aree Protette dei Caraibi (SiRap-Caraibi) identifica più di 20 tipi di ecosistemi che rappresentano la grande diversità biologica di questa parte del territorio nazionale.

Questa diversità rivela la grande importanza  dell’ecosistema della regione Caribe che, nonostante gli impatti ambientali e le trasformazioni, conserva molto del suo potenziale naturale. Queste aree purtroppo sono spesso compromesse non solo dal degrado ambientale, ma anche dai cambiamenti climatici.

É probabile che i cambiamenti climatici previsti  possano avere gravi ripercussioni sui diversi ecosistemi, riducendo la diversità delle specie animali e vegetali, la disponibilità di acqua e la produzione di energia idroelettrica e delle risorse, danneggiando cosí le attività economiche nelle zone costiere.

Si profila dunque la necessità di strutturare politiche articolate di protezione, conservazione e recupero della biodiversità strategica e la protezione delle aree costiere. Per questo è importante considerare sia la conservazione degli ecosistemi, sia i beni ei servizi da loro generati, che dipendono dalla connettività fisica e funzionale tra diversi tipi di ambienti e di ecosistemi a livello locale e regionale.

 

PROBLEMATICHE
Calamitá naturali

La Colombia  occupa il terzo posto tra i paesi dell’America latina  piú colpiti da calamità naturali; Il Caribe colombiano è particolarmente vulnerabile a questi disastri. Fu probabilmente la regione più colpita dall’inverno del 2010, quando si ebbero 1,6 milioni di persone con danni registrati e 308 mila case distrutte.

Cambio climatico

La Colombia contribuisce allo 0,35% delle emissioni globali di gas serra,  le sue decisioni relative all’emissione di idrocarburi non incidono molto sull’equilibrio globale, nonostante questo, essendo il terzo paese latinoamericano  più vulnerabile agli impatti del cambiamento climatico è colpito da fenomeni estremi come l’aumento della temperatura, l’innalzamento del livello del mare, l’erosione costiera, la perdita di ecosistemi e l’intensificazione di eventi climatici estremi. La regione dei Caraibi è minacciata da una elevata vulnerabilità a fenomeni naturali come la siccità, le inondazioni, le tempeste e gli uragani. Secondo i futuri scenari proiettati da IDEAM, la regione dei Caraibi avrà drastici aumenti di temperatura a causa di una forte diminuzione delle precipitazioni piovose.

Problemi regionali

1. Rifiuti solidi: la gestione inadeguata dei rifiuti domestici è uno dei principali problemi ambientali del Caribe colombiano. Questa situazione è particolarmente grave nelle aree rurali, dove i rifiuti sono di solito inceneriti o abbandonati in luoghi disabitati o corsi d’acqua (mare, fiumi, etc), causando notevoli impatti ambientali ed aumentando la proliferazione di malattie che minacciano la salute delle popolazioni più vulnerabili.

2. Erosione: nella costa Caribe sono presenti  tutti i fattori naturali ed antropici che contribuiscono all’erosione e al conseguente degrado dei suoli. Tra i fenomeni naturali spiccano l’erosione geologica, i dissesti idrogeologici e il cambiamento climatico, mentre in termini delle attivitá umane possiamo elencare: l’espansione della frontiera agricola, l’espansione urbana, l’estrazione mineraria, la costruzione di strade e gestione inadeguata dei bacini idrici. Gravi processi erosivi sono in atto sia a livello costiero sia territoriale in generale. Il 30% dei 233 km quadrati di spiagge caraibiche colombiane sono interessate da questo fenomeno.

3. Qualità dell’aria: la qualità dell’aria è uno dei problemi che affligge i grandi centri urbani. Nelle cittá del Caribe colombiano i livelli di inquinamento atmosferico sono moderati ed i punti critici  sono generalmente concentrati nelle aree industriali.

4. Inquinamento dell’acqua: la Colombia è il sesto paese con il più grande rifornimento idrico mondiale. Tuttavia, circa il 50% di queste risorse hanno problemi di qualità. Secondo INVEMAR, i rifiuti urbani, industriali, agricoli e quelli oleosi delle attività marittime, portuali e petrolifere sono le principali fonti di inquinamento delle acque caraibiche.

Fonti: Rodriguez, 2013; OECD;

 

Regione della Sierra Nevada di Santa Marta

Il territorio della SNSM ha un’importanza fondamentale per tutto il paese, essendo un territorio protetto e riconosciuto dall’Unesco come patrimonio naturale dell’Umanitá, una destinazione turistica in continua crescita ed allo stesso tempo area in pericolo a causa della riduzione della sua biodiversità e di problemi storici di sicurezza legati dalla presenza di gruppi armati illegali.

La subregione è considerata una eco-regione strategica a livello nazionale e con 5 Aree Protette: il Parco Naturale della Sierra Nevada di Santa Marta, il Parco Naturale Nazionale Tayrona, il Santuario della Fauna e la Flora Cienaga Grande di Santa Marta, il Santuario di Fauna e Flora Los Flamencos e la Via Parque Isla de Salamanca.

Grazie all’altezza che raggiungono le sue vette e la conformazione dei suoi rilievi la Sierra Nevada si trasforma in una grande barriera orografica dove sono presenti tutti i tipi di climi (piani termici) delle montagne tropicali. La combinazione di variabili come la sua posizione geografica, l’influenza delle regioni continentali e di quelle marine che circondano la Sierra Nevada, consente la formazione di un grande macroclima nella sierra, che si frammenta, formando più microclimi e condizioni peculiari in ciascuna sottoregione, secondo le altezze sul livello del mare.

 

Risorse idrogeologiche

La Sierra Nevada sorge come un grande sistema montuoso tra il mare e la regione dei Caraibi colombiani, ha una immensa riserva acquifera e preziosi territori di biomasse neotropicali.

Il massiccio è composto da tre pendii, da 35 bacini e da oltre 650 microbacini che non solo forniscono sostentamento a circa 180.000 persone (30.000 indigeni e 150.000 contadini), ma costituisce anche la fonte d’acqua di almeno 1.500.000 abitanti dei dipartimenti di Cesar, La Guajira e Magdalena. Questa fonte d’acqua enorme produce circa 10 miliardi di metri cubi d’acqua all’anno, ma il suo utilizzo è ancora  molto ridotto.

Il cambiamento nella regolaritá dell’offerta idrica della Sierra Nevada, osservata nele ultimi decadi, sembra causata da due fattori principali: uno antropico e l’altro naturale. In questo senso, l’azione umana ha generato un accelerazione del processo di deforestazione che ha diminuito la capacitá di ritenzione idrica dei bacini. Dei 2.115.873 ettari che coonformano la Sierra Nevada, solo il 15% si considera come foresta non alterata o con interventi ridotti, mentre il restante 85% è stato alterato da attivitá umane ed economiche cha hanno generato un deterioramento dei suoi ecosistemi. Il secondo fenomeno legato alla scarsa regolaritá delle risorse idrogeologiche è relazionato allo scioglimento dei ghiacciai, e quindi al cambio climatico.

Fonti: Plan de manejo PNN Sierra Nevada de Santa Marta , Economia de la Sierra Nevada

Contesto

Il piano di lavoro dell’UPD nel settore ambientale per il 2017 definisce come obiettivo generale il recupero e la salvaguardia delle aree con un elevato indice di  biodiversità, concentrandosi sulla Sierra Nevada di Santa Marta.

Il territorio della Sierra Nevada di Santa Marta riveste un’importanza fondamentale per tutto il paese, essendo un’area protetta e riconosciuta dall’Unesco come patrimonio naturale, destinazione turistica in crescita continua e al tempo stesso in pericolo di riduzione della sua biodiversità e con problemi di sicurezza storici dovuti alla presenza di gruppi armati illegali. È importante notare che la regione ha 5 unità di conservazione di importanza nazionale (10 nella regione dei Caraibi):

1. Parco naturale di Sierra Nevada di Santa Marta

2. Parco Naturale Nazionale Tayrona

3. Santuario della Fauna e della Flora Cienaga Grande di Santa Marta

4. Santuario della Fauna e Flora Los Flamencos (Fenicotteri)

5. Via Parque Isla de Salamanca

Per raggiungere il suo obiettivo, l’UPD ha deciso di avviare le attività di: (i) Identificazione del contesto e della valutazione della rete di sostegno ambientale per la Sierra Nevada de Santa Marta, (ii) Individuazione di azioni ad alto impatto per la sostenibilità ambientale nella Sierra Nevada di Santa Marta e (iii) Identificazione delle modalità di empowerment degli attori locali e delle ONG.

Queste premesse evidenziano l’urgenza di un intervento per favorire il recupero ambientale della zona umida della Cienaga Grande di Santa Marta, per l’ importanza della sua biodiversità e per il forte deterioramento delle sue condizioni naturali.

 

Contesto sociale della ecoregione Cienaga Grande di Santa Marta

All’interno dell’area palustre sono presenti nove municipi (cabeceras), con popolazioni che vanno da 87.355 abitanti di Ciénaga ai 4.219 abitanti del comune di Zona Bananera.

In generale l’economia dell’eco-regione è caratterizzata dallo sviluppo delle attività di base del settore primario, quali la pesca, l’agricoltura, l’allevamento e l’agroalimentare.

La grande eco regione della Ciénaga di Santa Marta è una delle zone più depresse del Dipartimento del Magdalena. Gli abitanti dei comuni che la compongono presentano secondo un indice delle Necesidades Básicas Insatisfechas – NBI (necessitá  basiche insoddisfatte) – compreso tra il 43,5% e il 67,3%.

Tra i servizi l’acqua potabile riveste un’importanza critica: la copertura dell’acquedotto varia dal 50,8% all’ 86,3%, la captazione dell’acqua è superficiale, e la grande maggioranza viene prelevata dal fiume Magdalena senza alcun trattamento per il consumo umano.

La eco-regione della Cienaga Grande di Santa Marta comprende popolazioni vulnerabili in estrema povertà che soffrono l’assenza o la scarsa presenza dello Stato. Queste comunità sono costantemente escluse, quindi non dispongono di meccanismi efficaci di partecipazione cittadina che consentano loro di essere coinvolte nel processo decisionale relativo alla gestione ambientale della zona umida.

Nelle città costiere e quelle palafittiche (Nueva Venecia, Buenavista e Bocas de Aracataca) nelle giurisdizioni dei comuni di Pueblo Viejo e Sitionuevo le famiglie non hanno alcun servizio idrico e di raccolta delle acque reflue, e solo una parte ha accesso al servizio elettrico. Pertanto le comunità sono carenti di un servizio tecnico adeguato per lo smaltimento e il trattamento di rifiuti solidi, liquidi e delle acque nere che vengono scaricate direttamente nelle paludi, aumentando i livelli di inquinamento. Solo nel comune di Buenavista si effettua la raccolta dei rifiuti. Queste popolazioni sono quelle che risultano avere una maggiore incidenza nella produzione di rifiuti, i quali confluiscono direttamente nel sistema lagunare,  producendo annualmente 975 tonnellate di rifiuti solidi.

Una sfida chiave è quella di garantire il mantenimento del carattere ecologico dell’ecosistema, in un contesto di sviluppo sostenibile, in una situazione di gestione amministrativa e finanziaria insufficiente al recupero dell’ecosistema stesso.

 

Contesto ambientale della Cienaga Grande di Santa Marta

Oltre ad essere una zona umida di importanza internazionale e dichiarata zona Ramsar, la Cienaga Grande di Santa Marta ha ottenuto altri riconoscimenti che riaffermano la sua importanza ecologica: Santuario della Fauna e della Flora della Grande Palude di Santa Marta (dichiarata nel 1977); Riserva esclusiva della Ciénaga Grande di Santa Marta e del suo complesso (1978); Dichiarazione dell’Unesco come Riserva della Biosfera Ciénaga Grande di Santa Marta (2000).

Una relazione  dell’Universitá del Norte (Barranquilla), Università della Florida e dell’Associazione Interamericana per la Difesa dell’Ambiente (AIDA), mostra come nella Ciénaga ci sia un significativo deterioramento delle condizioni ecologiche a causa di diverse cause antropogeniche. Il problema principale è stato la costruzione dell’autostrada per il collegamento tra Barranquilla e Santa Marta, che ha avuto l’effetto di impedire il ricambio tra le acque dolci della Cienaga e il mare, riducendo cosí l’ossigenazione delle acque e provocando una forte diminuzione delle foreste di mangrovie, che solo negli ultimi anni stanno iniziando a recuperarsi. La salinità è una delle principali cause della mortalità delle mangrovie insieme all’ariditá del suolo, risultato della sedimentazione dei canali che forniscono acqua dolce dal fiume Magdalena, ed alle precipitazioni irregolari e scarse. In secondo luogo il taglio e gli incendi degli alberi di mangrovie, sebbene su piccola scala, influenzano l’ecosistema.

I principali fattori di degradazione dell’ecosistema derivano dall’attività agricola che si sviluppa attorno alla Ciénaga, ad esempio i depositi e gli sprechi di residui agrochimici e l’ostruzione delle fonti d’acqua dolce per l’irrigazione

L’irrigazione richiesta dalle colture agroindustriali è spesso causa di conflitti, compresi conflitti armati, con le comunità. La mancanza di controlli ha portato all’appropriazione irregolare delle risorse idriche, con deviazioni dei corsi d’acqua e metodi di captazione inadeguati. A questo si aggiunge la mancanza di un acquedotto, di un sistema fognario e di trattamento dei rifiuti che danneggiano direttamente la zona della palude a causa della grande ricezione degli stessi.

Molti dei comuni situati nella eco-regione dipendono dalla pesca artigianale di sussistenza: in altre parole, il loro sostentamento dipende dalle condizioni ambientali in cui si trova la zona umida. Tuttavia la povertà rappresenta una minaccia per l’ecosistema, perché lo sfruttamento intensivo delle risorse derivante da un progressivo aumento di persone che dipendono dalla pesca contribuisce alla perdita della biodiversità.

 

Attivitá

1. Identificazione del contesto e valutazione della rete di appoggio ambientale per la Sierra Nevada di Santa Marta.

L’UPD ha iniziato con la raccolta di dati e l’analisi contestuale per individuare i principali problemi ambientali della Sierra Nevada di Santa Marta, tenendo conto: (i) dell’importanza strategica in termini di biodiversità, (ii) le minacce ed i rischi ambientali, (iii) il grado di attenzione politica e sociale ai problemi individuati, e (iv) il grado di fattibilità e il potenziale impatto positivo della soluzione dei problemi identificati.

L’attività ha permesso di identificare nella zona umida della Cienaga Grande di Santa Marta il territorio più compromesso,  individuando gli interventi urgenti necessari per la sua reintegrazione ambientale.

 

2. Identificazione delle azioni di elevato impatto per la sostenibilitá ambientale della Sierra Nevada di Santa Marta

Le analisi elaborate nella prima attività consentono di stabilire i principali fattori di inquinamento e degrado ambientale, permettendo di concentrare gli studi strategici sui seguenti problemi:

1. Sistemi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, in particolare per le comunità costiere e palafitiche;

2. Lo smaltimento dei pesticidi e dei fertilizzanti derivanti dalle attività agroindustriali;

3. Perdita di biodiversità dovuta all’eccessivo sfruttamento del settore della pesca.

Gli incontri con le comunità hanno avuto luogo a Palmira, nel comune di Pueblo Viejo, e sono stati concepiti per la sensibilizzazione sul tema della raccolta dei rifiuti

 

3. Identificazione delle modalitá di empowrment degli attori e delle ONG locali.

Nell’ambito delle attività di potenziamento degli attori  e delle ONG locali,  per il 2017 la priorità viene conferita al territorio della Cienaga Grande di Santa Marta nell’ambito delle pratiche del progetto e dei workshop di progettazione dei corsi di formazione. Ciò consentirà il coinvolgimento di professionisti e attori di sviluppo attivi in questo contesto territoriale, permettendo (i) il miglioramento  della capacità di analisi ed elaborazione di progetti delle comunità locali e (ii) istituire strategie condivise durante i workshop di preparazione del progetto.

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